L'obiettivo del training è dare l'occasione, ad ogni singolo incontro, di sperimentare un progressivo stato di benessere grazie all'utilizzo di svariate tecniche  mirate ad un rilassamento psicofisico, insegnando alla persona la pratica delle stesse per una più efficace gestione dello stress.

Il training si propone dunque come valido strumento per ridurre la tensione, l'inquietudine e il disagio attraverso varie tecniche di rilassamento e visualizzazione. L'apprendimento di alcune strategie mentali diventa così un eccellente mezzo per ridurre i livelli di stress e aumentare le proprie risorse e potenzialità.

ll percorso di Sviluppo Personale e Consapevolezza è un’esperienza  intensa e coinvolgente, ad alto impatto emozionale, finalizzata a promuovere il Senso di Autostima ed Auto-efficacia dell’individuo, in un clima relazionale caldo ed incoraggiante, che privilegia la libertà e creatività del cliente.

La proposta, oltre a rivelarsi un modo originale ed inconsueto per tenersi in forma, è un vero e proprio Approccio Olistico, strumento di autoconoscenza ed espressione, per incontrare e godersi di più l’amico più prezioso della nostra vita: te stesso!
Il conduttore e facilitatore del percorso introspettivo aiuta il cliente ad esplorare la propria energia personale e risorse profonde a differenti livelli, sia cognitivi che emozionali e fisici, utilizzando tecniche psicocorporee della Bioenergetica Loweniana orientate alle modalità Rogersiane, che si ispirano all’approccio empatico centrato sulla persona.

Presupposti fondamentali per accedere a questa esperienza sono:

  • autentico desiderio di incontrare se stessi ad un livello di intimità profonda, recuperando maggior consapevolezza della propria personalità, accogliendone tutte le dimensioni, anche poco conosciute
  • rispetto dell’altro come risorsa e opportunità preziosa per conoscersi e riconoscersi
  • fiducia di poter arricchire la propria vita attraverso un delicato risveglio interiore, recuperando energie e risorse assopite o trascurate
  • disponibilità a condividere e regalare le scoperte della nostra unicità e bellezza, rispettando le proprie priorità e valori

Metodo

  • Il metodo proposto è esclusivamente esperienziale e si adatta ad ogni età e profilo personale, attraverso progressive esercitazioni e laboratori proposti in un clima non direttivo, stimolante e libero da giudizio, creando progressivamente un contesto di apprendimento fondato sulla fiducia e rispetto reciproco, secondo i paradigmi di Carl Rogers E Alexander Lowen.
  • Ogni interessato potrà entrare nell’esperienza ai livelli di profondità che sente più appropriati.

Opportunità da scoprire nel Percorso di Sviluppo Personale e Consapevolezza.

  • Lavoro divertente e dinamico, alla scoperta del Piacere: di avere un corpo vitale; delle sue espressività e capacità inesplorate; di come goderne usandolo come duttile strumento che aumenta il ben-Essere globale
  • Aumento della propria consapevolezza corporea e psicofisica, volta a promuovere la propria salute
  • Riduzione dello stress con aumento del piacere di vivere, con maggior libertà ed espressività
  • Aumento della fiducia interiore e della gioia di valorizzarsi nelle relazioni umane, sia personali che professionali
  • Miglioramento delle proprie capacità di comunicazione e relazione interpersonale: public speaking e pro attività nelle dinamiche di gruppo
  • Incoraggiamento della propria Leadership Personale, sia in ambito affettivo, sociale, professionale
  • Sviluppo di competenze creative ed espressive attraverso la sperimentazione della propria Intelligenza Emotiva
  • Recupero dell’integrazione affettiva con se stessi e con gli altri.

Valori ispiratori

  • Il corpo ed il movimento possiedono infinite possibilità di espressione creativa.
  • Lavorare sulla propria postura e attitudine corporea, facilitati dagli insegnanti attraverso giochi dinamici, consentirà di ammorbidire le proprie rigidità cinetiche e comportamentali, esplorando nuove vie gioiose e creative, che aiuteranno ad appropriarsi di aree poco conosciute  della propria personalità, ricche di energia emozionale e quindi motivanti.
  • Esplorare con libertà gioia e piacere l’incontro nuovo di parti di sé, fisiche – psichiche – emozionali e spirituali, è l’essenza di questo percorso, con la prospettiva di trasformarlo in Uno Stile di Vita: destinato a durare con allegria per tutta la vita!.
  • Alla base incontri gioiosi, coinvolgenti, divertenti e dinamici, riequilibranti e rilassanti, giocosi, di contatto col proprio mondo interiore, promuovendo un vero e proprio MODO DI ESSERE prima che di fare. Il proprio modo libero di stare al mondo, congruente, autentico e armonioso. Per questo Motivante!

Non è facile in poche succinte parole spiegare cos’è l’Ipnosi Regressiva e rispondere nello stesso tempo agli interrogativi di chi è perplesso circa la metodologia ipnotica, di chi mette in dubbio la realtà della sua  utilità e di chi é semplicemente un esploratore curioso di nuovi territori.
L’ipnosi è una tecnica che serve per entrare volontariamente in uno stato di coscienza diverso da quelli abituali della veglia e del sonno. In realtà la “trance ipnotica” è uno stato naturale della nostra mente frequentemente sperimentato anche se non riconosciuto, nel qu
ale “scivoliamo” spesso in particolari momenti. Il soggetto che sperimenta la trance ipnotica con l’ausilio di un operatore, non perde il controllo di se stesso o dell’ambiente in cui si trova e assolutamente nessuno gli può imporre la propria volontà o azioni contrarie al proprio codice morale; semplicemente sceglie di rivolgere l’attenzione al proprio mondo interiore, al personalissimo “film” che viene proiettato nello schermo privato custodito dalla nostra mente inconscia.
E’ proprio lì che sono archiviati ricordi, memorie ed esperienze vissute da ciascuno di noi attraverso il lungo viaggio che di vita in vita ci riconduce a Casa.

La regressione ad una età infantile è vista come la possibilità di rivedere i fatti accaduti in un’ottica nuova. La realtà della regressione d’età può essere messa in discussione, perché oltre a un’apertura ai ricordi reali può esserci un elemento di fantasia: ma la regressione non ha bisogno di essere reale per  essere di aiuto, l’importante è osservare le cose da prospettive diverse.

L'ipnosi può richiamare al presente il passato della vita. E lo può fare in due modi. Con la “regressione” in cui il soggetto rivede il suo passato con atteggiamento critico e sentimenti del presente; oppure con la “rivivicazione”, in cui il soggetto dimentica il presente per comportarsi, esprimersi e sentire come accadeva in passato. Nel primo caso si tratta di una pseudoregressione durante la quale il soggetto diventa capace di ricordare cose che molto difficilmente ricorderebbe in stato di veglia: questo avviene per l’isolamento sensoriale, la maggior concentrazione e attenzione che si verificano durante la transe ipnotica. Nella rivivificazione invece il soggetto non solo ricorda ma anche rivive fisicamente situazioni del passato.

Con la ipnosi regressiva possiamo esplorare le nostre ipotetiche vite passate, è un’esperienza unica a forte impatto emotivo. Ci consente di capire meglio chi siamo e qual è lo scopo del nostro esistere. Ci aiuta a sciogliere i nodi che ci impediscono di andare avanti, ci chiarisce l’origine di alcune inspiegabili fobie o attrazioni, il nostro persistere in atteggiamenti sbagliati anche se ci fanno soffrire. E’ un viaggio dell’Anima e con l’Anima verso dimensioni trascendenti nell’ottica di una spiritualità universale che è anche terapia.
Attraverso l’Ipnosi Regressiva si può trovare la risposta alla domanda che da sempre si pone l’uomo: «Perché io? Perché proprio a me?».
Ci aiuta a superare la paura della morte e della separazione; ci insegna a relativizzare le cose e quindi ad arrabbiarci di meno; è di fondamentale ausilio per affrontare il dolore del lutto.

Perché l’ipnosi è utile per la nostra salute?

L'ipnosi è un'antichissima procedura per il benessere, in cui corpo e mente entrano in contatto armonico producendo una condizione di benessere in grado di ripristinare la salute fisica, psichica e comportamentale.

In particolare, in questo stato di "riposo guidato" l'attenzione viene riportata al proprio mondo interiore; si produce un piano di realtà modificato in cui si liberano le energie e le risorse psichiche normalmente bloccate o distratte dai modelli abituali di reazione: le energie sono così a disposizione dell'immaginazione creativa del soggetto.

È proprio tale immaginazione creativa, accompagnata da adeguate immagini, simboli o associazioni indotte dal ipnotista, che determina cambiamenti profondi nella comprensione di sé e del mondo fuori di sé, tali da ampliare la prospettiva vitale. Ciò si traduce in una promozione della salute continua e persistente nel tempo, che investe sia il livello biologico, tramite le interconnessioni della rete neuroendocrina, sia quello psico-comportamentale.

Durante una seduta di ipnosi viene inibita in parte la relazione dell’individuo col mondo esterno e con la motilità, cioè l’attività muscolo-scheletrica controllata dall’Io. In queste condizioni il soggetto vive da una parte il rapporto col proprio corpo in modo diverso dall’esperienza quotidiana in funzione della limitata partecipazione dell’Io, dall’altra una vividezza maggiore nell’esperire immagini e sensazioni. La trance indotta viene fatta da un operatore esterno facilitando nel soggetto l’evocazione di esperienze di rilassamento ma anche evocando normali esperienze dissociative, o quotidiane esperienze di discontinuità della coscienza.

La persona in trance, lungi dall'eseguire "come un robot" le sugestioni dell'ipnotista, in realtà sospende il proprio modo usuale e problematico di "ragionare sulle cose" e mostra una maggiore creatività ed elasticità. L'emergere di nuovi punti di vista, di nuove soluzioni e di nuovi comportamenti, emozioni e sensazioni è alla base della rottura della rigidità del sintomo lamentato.Il soggetto ipnotico, lungi dal "dormire", entra  in una relazione molto intensa, all'interno della quale avvengono modificazioni tipiche delle vere relazioni di cura e/o di collaborazione.

«L’ipnosi è il metodo naturale più efficace per favorire i processi interni di autoguarigione. Come umani ne siamo costituzionalmente dotati. Il problema è che, per ragioni culturali, non siamo più abituati a mantenerci in salute in questo modo, preferendo mezzi estrinseci, di cui accettiamo gli effetti collaterali credendo di non avere alternative. Un terapeuta specializzato può aiutarci a familiarizzare nuovamente con le nostre capacità. In sostanza, nello stato ipnotico riusciamo a riavviare l’organismo in modalità di ripristino, da amministratori di sistema, col massimo livello di autorizzazioni: possiamo eseguire diagnostiche, aggiornare i vecchi programmi o l’intero sistema operativo, con successivi upgrade in futuro. Durante una seduta veniamo letteralmente accompagnati in uno stato di consapevolezza corporea profonda in cui i processi utili alla risoluzione dei problemi o al consolidamento di specifiche capacità neurocognitive risultano prontamente disponibili e potenziati. In certo modo l’ipnosi è un enzima di accelerazione».  

COSA PROVA IL SOGGETTO QUANDO È IN UNO STATO DI TRANCE IPNOTICA?

«È un’esperienza soggettiva così intima, reale, vivida, profondamente aderente alla logica della vita, che bisognerebbe chiederlo a loro. A parte le battute, sappiamo da tempo che possono avvenire cambiamenti dei parametri fisiologici, percepibili a livello sensoriale. Le pulsazioni assumono un ritmo regolare, il respiro si fa più calmo, aumentano le sensazioni di pace e di energia diffusa, il tempo si scioglie, il viso si distende, mostrando i lineamenti autentici, non più nascosti dalla maschera ordinaria. Alcuni sperimentano un senso di piacevole distacco, altri di presenza totale nel corpo, che iniziano a conoscere in modo nuovo, concreto, sotto il proprio controllo responsabile»

Che cosa è il Reiki?

Possiamo definire il Reiki, come una antica  disciplina di origine orientale,  avente come obietivo l'armonizzazione del corpo, del cuore e della mente con la realtà universale. Volendo comunque essere più precisi al fine di ilustrare e spiegare il concetto "Reiki" se da un lato con il termine Reiki ci si riferisce all'energia vitale universale (Rei: Sorgente-Assoluto-Dio;   Ki: Energia Vitale), d'altro lato questo termine indica altresi la pratica e l'esperienza della trasmissione dell'Energia universale che permea tutto il creado.

I mutamenti, o meglio,i benefici arrecati dall'energia attraverso la pratica Reiki avvengono non soltanto nel corpo fisico, ma su tutti i livelli (emozionale, mentale, spirituale) di cui è composto l'essere umano secondo la cosiddetta prospettiva Olistica..

Non si deve d'altronde dimenticare che Reiki è una tecnica sorta in un contesto buddhista. Questo aspetto non può essere dimenticato, perché la prospettiva buddhista, quantomeno nella sua essenza (perseguimento di uno stato di illuminazione dell'essere, slegato da ogni possibilità di provare dolore), ne permea tutto l'originario insegnamento e ne fornisce il senso.

Benessere fisico, emozionale, mentale.

l’azione del Reiki non si limita al piano fisico, ma pervade tutte le sfere di cui l'essere è composto, ovvero corpo fisico, corpo eterico, emozioni, mente, e spirito.

Anche in ambito scientifico, recenti ricerche si stanno muovendo nella direzione già indicata da antichissime teorie, secondo le quali una malattia o un indebolimento organico sono pur sempre solo l’espressione fisica di un ordine basilare che non funziona più correttamente. Il corpo, la mente e lo spirito sono un'unica entità, che l'uomo contemporaneo vive considerandoli aspetti separati o - ancor peggio - delle parti in conflitto tra loro. Un sintomo non è altro che una nostra estromissione da questa unità intima, una mancanza di armonia, un "temporale" nei nostri campi energetici che si comunica da strato a strato e trova una somatizzazione nel corpo.
Reiki, agendo contemporaneamente sul corpo, sulla mente e sullo spirito, è da considerarsi a tutti gli effetti un metodo olistico (cioè, che lavora sulla totalità dell'essere) e ci aiuta a ristabilire l'equilibrio originario che è venuto meno. In questo modo Reiki non lavora solamente sul corpo e sul sintomo, ma anche sulle emozioni e sulla mente, e - cosa più importante - ci permette di riprendere contatto e coscienza della nostra parte spirituale. La guarigione del corpo, in realtà, non è altro che un effetto collaterale della nostra Guarigione Spirituale. Questo, del resto, è stato l'insegnamento del Cristo, del Buddha e di tutti i grandi Maestri passati sulla Terra.

Quanto al piano fisico (fermo restando quanto precisato sopra), si sono rilevati risultati apprezzabili per un buon numero di disturbi. Quelli di carattere acuto ne ricevono i migliori benefici (ad es.: ustioni, punture d'insetto, traumi), ma anche quelli che si sono cronicizzati ricevono un aiuto non indifferente, quantomeno nell'attenuazione del dolore, nella progressiva riduzione delle infiammazioni, nella rinforzata capacità dell'organismo di mantenersi comunque vitale, e spesso anche nella lenta remissione della malattia.

massaggio reikiIn ogni caso, un trattamento Reiki (o una serie di trattamenti, consigliata per diverse problematiche), come già osservato, apporta considerevoli benefici alla totalità della persona, ristabilendo l'equilibrio su tutti i livelli dell'essere umano (potremmo semplicemente ricordare il lato emozionale, mentale e fisico) e donando - comunque ed in ogni caso - un maggiore benessere, un senso di ritrovata stabilità interiore ed un maggiore senso di sicurezza nell'affrontare le prove della vita.

Per molte persone, pur rappresentando un valido ausilio per la durata di tutta la vita, la sola pratica Reiki non è sufficiente per il ritrovamento di un benessere completo e dovrebbe essere affiancata da un lavoro di autointrospezione svolto  con altre modalità.

Se, infatti, si concorda che ogni disagio psicofisico è la risultante di conflitti, carenze od eccessi verificatisi nei livelli sottili della persona (astrale-emozionale e mentale), potrebbe esservi la necessità di andare ad intervenire direttamente su determinati nodi e conflitti non risolti (in gergo: "blocchi") laddove la loro intensità e l'ormai lungo tempo della loro presenza li abbia cronicizzati e fatti diventare parte della persona, la quale molto spesso non si accorge neppure della loro presenza, tutta a livello incoscio.

Può, in tali casi, essere di aiuto la psicoanalisi, oppure una serie di sedute con l'ipnosi regressiva, o ancora un qualsiasi serio percorso (anche non riconosciuto dalla scienza medica ufficiale) di introspezione attraverso cui guardarsi dentro.

Sia in chi dà reiki che in chi lo riceve, questa energia scorre attraverso quei canali (fisicamente non visibili) denominati meridiani e studiati dettagliatamente nella pratica dell'agopuntura.

Nell'anno 1985, il ricercatore francese Pierre de Vernejoul, per primo, dimostrò l’esistenza dei Meridiani.

Lo stesso iniettò, in alcuni soggetti, isotopi radioattivi nei punti di agopuntura e ne studiò gli spostamenti mediante una apposita camera a raggi gamma. A seguito dell'iniezione, in 4 - 6 minuti gli isotopi percorsero circa 30 centimetri disegnando tracciati che ripercorrono quelli di cui alle mappe dei Meridiani usate in agopuntura.

 I metodi USUI e KOMYO 

1) il "REIKI USUI" (detto semplicemente, spesso, "il Reiki"), ovvero la tecnica che da Mikao Usui è stata tramandata a Chujiro Hayashi e da questo alla Sig.ra Hawayo Takata, subendo ad ogni passaggio alcune modifiche. Il sistema si è diffuso in Occidente (passando attraverso ulteriori adattamenti) ed oggi presenta aspetti che lo legano ad altri sistemi olistici di guarigione e consapevolezza, ricomprendendo (per quanto riguarda l'anatomia energetica) la teoria dei chakras ed altre tecniche di trattamento (spesso introdotte o modificate a discrezione di ogni insegnante), originariamente non previste;

2) il "KOMYO REIKI". E' il sistema che discende dall'altro ramo di insegnamento del Reiki: quello conservatosi in Giappone. E' diffuso oggi dal Rev. Inamoto, monaco buddhista giapponese.

Grazie agli insegnamenti ricevuti dalla signora Yamaguchi (allieva di Hayashi) ed ai costanti contatti con la Usui Reiki Ryoho Gakkai (la scuola fondata dal Maestro Usui), il Rev. Hyakuten Inamoto ha preso a divulgare in tutto il mondo la disciplina Reiki della tradizione giapponese.

Come si svolge una seduta Reiki?
L’operatore Reiki avvicina o appoggia le mani sul corpo del soggetto interessato, in modo che l'energia vitale universale possa fluire naturalmente nelle aree del corpo che più ne hanno bisogno. Per ricevere un trattamento Reiki non è necessario spogliarsi, vengono toccati delicatamente diversi punti del corpo, dalla testa alle gambe, focalizzandosi sui centri energetici del paziente stesso (chakra), e sui siti di dolore o disagio. A differenza di altri metodi, il Reiki non comporta l'utilizzo di pressione, massaggio, sfregamento o strumentazione. Il Reiki può essere praticato anche come auto-trattamento (self-help). È indicato soprattutto nelle professioni di aiuto, per chi lavora nei servizi sociosanitari, ed è utilissimo anche per prevenire fenomeni di burnout, mancanza di motivazione e stress da lavoro del personale infermieristico.
L'energia Reiki viene spesso confusa con la pranoterapia, ma c'è una netta distinzione da fare: la Pranoterapia si basa sul concetto che il corpo umano sia un campo energetico attraverso il quale scorre il prana o energia vitale allo scopo di eliminare i blocchi e far ricircolare l’energia vitale, per fare questo l'operatore cede la propria energia in eccesso.
Il Reikista, pur basandosi sullo stesso principio e sull’imposizione delle mani, non cede la propria energia, ma è un semplice canalizzatore dell'energia universale. Il Reiki, non è da considerarsi una cura, né tanto meno un farmaco; si diventa operatori in seguito a dei corsi teoricopratici, durante i quali oltre a conoscere i flussi energetici, il loro percorso e interdipendenza con gli organi e sistemi del corpo umano, ci si sottopone ad un profondo lavoro di consapevolezza che richiede un intenso stimolo all’evoluzione personale. Gli operatori sono semplici esseri umani con i loro problemi, le loro difficoltà che hanno scelto di occupare una parte del loro tempo nel dare sollievo, ad un altro essere umano. Alcune persone scelgono di diventare operatori Reiki perché avendo già attraversato il calvario della malattia, e riscontrato su di sé ottimi benefici dai trattamenti energetici, sentono una spinta interiore, un vero e proprio desiderio, di sollevare il prossimo per quanto possibile, dalla sofferenza. Tutti ricevono beneficio dai trattamenti Reiki, anche gli scettici, inoltre nessuno viene plagiato o sottoposto a strani riti o torture mentali. Il Reiki, come principio universale, non
infonde false speranze né professa religione alcuna, ma ne rispetta, di ognuna, l’essenza basata sull’Amore e sulla Fratellanza.

Cosa dice la fisica quantistica?
Secondo Albert Einstein, "tutta la materia del'Universo non è altro che energia solidificata, con una frequenza vibrazionale minore rispetto alla costante velocità della luce al quadrato". Quindi l'energia e la materia si differenziano solamente per la loro frequenza vibratoria. Il corpo umano, nel suo aspetto materiale, non è altro che un agglomerato di frequenze vibrazionali, che interagiscono tra loro, attraverso delle reazioni biochimiche, attraverso l’interscambio di informazioni tra energie con frequenze diverse.
Ogni massa fisica si distingue dalle altre per la struttura della sua frequenza energetica. Ad esempio avremo il Fegato con una sua frequenza vibrazionale, che raccoglie cellule di uguale frequenza, determinando la forma della sua stessa massa.
Lo stesso discorso vale per tutte le parti del nostro corpo quali: Ossa, Muscoli, Organi, Visceri, Fluidi. L’operatore Reiki seguendo il principio dell'influenza vibrazionale, riesce a riportare le frequenze del ricevente allo stato di benessere originario. Nel caso specifico del Reiki una delle principali leggi della Fisica Quantistica enuncia che: "una frequenza energetica maggiore, che entra in contatto con una frequenza energetica minore, influenza la condizione vibrazionale dell'energia più piccola".

Il Reiki negli ospedali:
Il Reiki affianca la terapia convenzionale in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo.
In USA:
• Tucson Medical Center (TMC) – Arizona. Dal 1995 si eseguono trattamenti Reiki ai pazienti nei loro letti, per opera di volontari. Il Reiki si è diffuso prima in Oncologia e poi gradualmente anche negli altri reparti.
• Portsmouth Regional Hospital – New Hampshire. Reiki offerto sistematicamente come servizio per i pazienti del reparto di Chirurgia dell’ospedale, da parte di 20 membri formati al Reiki. Più di 400 pazienti hanno ricevuto trattamenti pre o post operazione dal 1997 ad oggi.
• California Pacific Medical Center – North California. È uno dei più grandi ospedali della California. Al suo interno usa molte medicine complementari, tra cui Reiki.
In Svizzera:
• alcune assicurazioni e casse mutualistiche rimborsano i trattamenti di Reiki. Da citare Group Mutuel, Intras, Swica, La Caisse Vaudoise, Supra.
In Italia:
• il Reiki viene effettuato ai pazienti secondo tariffario del S.S.N. al Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano, all’Ospedale Versilia dell’Azienda Sanitaria della Regione Toscana ed al Policlinico di Roma. Vi è da segnalare inoltre la significativa esperienza del C.O.E.S. (Centro Oncologico Ematologico Subalpino) dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino Ospedale Molinette.

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